Don Luigi Janes, cappellano militare ad Arino

Don Luigi Janes nacque a Polcenigo (PN) il 13 giugno 1891, dai

Il cappellano militare Don Luigi Janes

Il cappellano militare Don Luigi Janes

coniugi Giuseppe e Maria Nardi;  è ordinato sacerdote il 9 maggio 1915 e nello stesso anno prese parte, quale cappellano militare dell’8° Reggimento Alpini, Btg. Tolmezzo, alla Grande Guerra.
Per i fatti cui fu protagonista sul Pal Piccolo (Carnia) nei giorni 26 e 27 marzo 1916 fu insignito di una prima Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: “Si recava volontariamente sul campo della lotta, dove, oltre ad esercitare il proprio ministero, noncurante del pericolo e con spirito di elevata abnegazione, soccorreva i feriti, cooperava a salvataggi e prestava aiuto all’opera degli ufficiali medici“.

A distanza di qualche mese, in occasione degli scontri avvenuti sul Pal Grande (Carnia) il giorno 29 giugno 1916, ricevette una seconda Medaglia di Bronzo per il seguente motivo: “Cappellano militare, in giorni d’intenso bombardamento, frequentemente si portò nei punti più battuti, per l’esercizio del proprio ministero presso i feriti e morenti, sempre sprezzante del pericolo, portando dovunque la sua parola di conforto. Fu anche di forte aiuto nello sgombro dei morti e feriti, prestandosi, ove il bisogno lo richiese, alla prima cura di questi ultimi“.

Comandato poi a prestare la sua opera presso l’Ospedale da campo n. 203 di Pianiga/Arino, di cui si è già accennato in un precedente articolo, egli vi esercitò il mandato fino alla fine del conflitto.
Relativamente all’Ospedale da campo n. 203 non sono molte le informazioni reperite. Una, però, è possibile sottoporla alla vostra attenzione. Si tratta di una cartolina, individuata in internet, spedita a casa da uno dei numerosi degenti che qui vennero ricoverati e che probabilmente si affidarono al conforto cristiano di Don Luigi.

Cartolina spedita il 16 novembre 1918 dall'Ospedale da campo n. 203 di Arino di Dolo

Cartolina spedita il 16 novembre 1918 dall’Ospedale da campo n. 203 di Arino di Dolo

Don Luigi Janes, arciprete di Azzano Decimo

Don Luigi Janes, arciprete di Azzano Decimo

Qualche anno dopo, don Luigi lo si ritrova presso l’arcipretura di Azzano Decimo (PN), di cui aveva preso formale possesso l’8 dicembre 1931; dopo una parentesi lavorativa nel comune azzanese durata un decennio, durante il quale aveva rivestito anche la carica di vicepresidente del Consiglio di Amministrazione della Cassa Rurale di San Pietro Apostolo – salvo diventarne presidente negli anni ’32-’37 -, Don Luigi Janes venne trasferito nella parrocchia di Teglio Veneto.

Fonti:

http://www.ilpopolopordenone.it

http://www.noialpini.it/cappellani-decorati-15-18.htm

http://www.parrocchiaazzanodecimo.it

http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/#

http://fotoalbum.virgilio.it/ellelory/cartaceo/cartoline-1/tematiche/storiapostale/cartolinaospedaleda.html

Alberto Donadel

Insospettabili ospedali di guerra lungo la Riviera del Brenta

Chi visita la Riviera del Brenta è in genere attratto da due cose: le numerose e sempre affascinanti Ville venete ed il complesso sistema di canali e fiumi attorno ai quali ruota ormai da secoli la vita rivierasca.
In pochi però sanno che le ville localizzate lungo il corso del Brenta, proprio per la loro vicinanza con due vie di comunicazione, il Brenta e l’attuale SR 11, furono scelte, nel periodo 1915-1919, quali siti ove installare complessi sanitari ognuno specializzato in un determinato settore della medicina.
Ecco quindi un elenco di siti interessanti e talvolta insospettabili che chiunque, dal turista al residente, potrà osservare con uno sguardo diverso, andando al di là del gusto artistico e paesaggistico.

  • Miralanza (Mira): Ospedale di tappa n. 237 da 237 a 840 posti letto;

    Confronto ieri (1917) ed oggi (2015) dello stesso sito.

    Confronto ieri (1917) ed oggi (2015) dello stesso sito.

  • Ville Levi-Morenos e Collalto (Mira): Ospedale da campo/sommeggiato n. 184 da 50 posti letto;

    Villa Collalto/Dei Leoni oggi

    Villa Collalto/Dei Leoni oggi

  • Villa Solveni con annessa barchessa e oratorio (Mira): Ospedale da campo n. 055 da 100 posti letto;

    Villa Solveni oggi: ex.Ospedale da Campo n. 055

    Villa Solveni oggi: ex.Ospedale da Campo n. 055

  • Scuola “U. Foscolo” (Mira): Ospedale da campo n. 056 da 100 posti letto;
  • Ville Ancona e Matteazzi (Mira): Ospedale carreggiato n. 107 da 50 posti letto;
  • Villa Someda-Cisotto (Dolo): Ospedale da campo/sommeggiato n. 130 da 50 posti letto;
  • Ville Chantal (o Badoer-Fattoretto) e Velluti (Dolo): Ospedale da campo n. 0154 da 100 posti letto. La curiosità storica è che anche tra il 1943 ed il 1945 venne scelta come sito ove installare un ospedale da campo germanico;

    Villa De Chantal/Badoer-Fattoretto oggi. All'interno è presente anche il Museo del Villano

    Villa De Chantal/Badoer-Fattoretto oggi. All’interno è presente anche il Museo del Villano

  • Villa Henselman, Ospedale civile, scuole elementari, asilo ed Istituto Cannossiano (Mirano): complesso dell’Ospedale carreggiato n. 119 da oltre 100 posti cadauno;
  • Ville Gaudio e Pinton (Arino di Dolo): Ospedale da campo n. 203;
  • Villa Avogadro (Pianiga): Ospedale da campo n. 068 da 100 posti letto;
  • Collegio degli Armeni (Fiesso d’Artico): Ospedale da campo n. 071 da 100 posti letto;

    Collegio degli Armeni oggi

    Collegio degli Armeni oggi

  • Villa Rova e Casa Smania (S. Pietro di Stra): Ospedale da campo n. 037 da 100 posti letto;
  • Villa Nazionale Pisani (Stra): Ospedale da campo n. 057 da 100 posti letto;

    Villa Pisani (foto 2011 da Wikipedia), ex Ospedale da campo n. n. 57

    Villa Pisani (foto 2011 da Wikipedia), ex Ospedale da campo n. n. 57. Solo una parte era però adibita a luogo di degenza.

  • Villa Cittadella-Vigodarzere (Saonara): Ospedale da campo n. 058 da 100 posti letto.
Villa Cittadella-Vigodarzere vista a volo d'uccello. L'intera struttura era destinata ad ospedale.

Villa Cittadella-Vigodarzere vista a volo d’uccello. L’intera struttura era destinata ad ospedale.

Purtroppo le nostre ricerche sono ancora di là dall’essere considerate compiute e di sicuro molte altre informazioni saremo in grado di darle solo in futuro.
Ad oggi è però noto che in questi luoghi, oggi aperti al pubblico come sedi di musei o d’ambulatori (come Villa Solveni) o rimasti abitazioni private, passarono migliaia di soldati provenienti da tutta Italia e dalle aree più remote dell’Impero d’Austria-Ungheria – prigionieri di guerra -. Tantissimi poterono fare felice ritorno a casa, ma moltissimi altri morirono in questi lughi resi assettici e privi di decorazioni ed arredi per necessità sanitarie. Impressionante fu il numero di coloro che vi morì per malattia tra la metà del 1918 e la fine del 1919.

Chiunque avesse altre notizie o desiderasse ricevere/condividere altre informazioni sui propri cari che qui passarono non esiti a contattarci!

Alberto Donadel