Gagliardetti della Memoria: Antonio Calzavara

Il Cav. Antonio Calzavara

Il Cav. Antonio Calzavara

Classe 1891, originario di Stra, Antonio Calzavara risulta essere uno dei cittadini più influenti all’interno della comunità Fossolovarese.

Partecipò alla guerra di Libia 1911-1912, da cui ritornò affetto da una forma infettiva che lo portò, una trentina d’anni più tardi, alla perdita di un rene.
Durante la Grande Guerra, iniziata come soldato semplice, si guadagnò i gradi, fino a quello di Aiutante di Battaglia (disposizione sentenziata con R.D. n. 157 del 30 giugno 1918), in virtù dei suoi meriti di guerra.
Portaordini durante la X battaglia dell’Isonzo, il 24 maggio 1917 venne coinvolto nell’esplosione di una granata che lo ferì gravemente con 24 schegge, 22 delle quali in seguito rimosse.In tale giornata gli venne  conferita la Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: “Sotto il violento fuoco avversario, disimpegnò il servizio di portaordini, dimostrando calma e arditezza singolari. Ferito, rifiutava il soccorso, unicamente preoccupato di consegnare gli ordini che portava. – Carso, 24 maggio 1917”. [1]

Alcune informazioni legate ai suoi trascorsi bellici riguardano la voce voce circolante in Comune, non confermabile, che lo vede come autore della famosa frase scritta su un muro di Sant’Andrea di Barbarana (TV) “Tutti eroi, o il Piave o tutti accoppati!”. Pur non volendo sminuire la già rilevante figura di questo soldato, è però importante segnalare che la frase venne forse realizzata dal Centro Propaganda dello Stato ed è inoltre fatta corrispondere all’opera di molti altri italiani.
Altra segnalazione è invece risalente alle giornate della battaglia di Vittorio Veneto quando, inquadrato in una pattuglia scelta ed incaricato di costruire con essa una testa di ponte al di là del Piave, sembra che abbia attraversato per ben nove volte il fiume al fine di agevolare e mantenere stabile il collegamento del proprio reparto con le altre truppe attaccanti.

Importanti riconoscimenti e menzioni post-belliche sono:

  • l’essere stato il primo Presidente della locale sezione dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci dal 1923 al 1952;
  • l’aver realizzato, tramite l’ANCR, opere di beneficenza rivolte ai reduci, mutilati e alle famiglie dei caduti, oltre ad aver realizzato il monumento ai caduti del Comune, posto d’innanzi a Villa Foscarini-Rossi, inaugurato nel 1926.
  • aver contribuito, nel 1923, alla creazione della scuola di disegno “Tombolan Fava”, prima scuola professionale della Riviera del Brenta.

Le decorazioni guadagnate furono, oltre alla citata Medaglia d’Argento: Medaglia Commemorativa della Guerra di Libia (1911-1912), Medaglia Commemorativa della Grande Guerra (1915-1918), Medaglia Commemorativa dell’Unità d’Italia (1848-1918), Medaglia Interalleata della Vittoria, Croce al Merito di Guerra da parte del XXVI Corpo d’Armata, Croce al Merito di Guerra conferita dal Ministero della Guerra, Cavalierato dell’Ordine della Corona d’Italia, Cavaliere della Repubblica.

Chiara Calzavara, nipote di Antonio, ritira il gagliardetto a lui dedicato

Chiara Calzavara, nipote di Antonio, ritira il gagliardetto a lui dedicato

 

[1] La notizia del conferimento della Medaglia di Bronzo, reperita ricercando il nominativo CALZAVARRA ANTONIO nel sito internet http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/#, contrasta nettamente con la versione che lo vede decorato con la Medaglia d’Argento.

Fonti:

BRESSANIN S. 2013: Storie di un paese attorno ad un pallone. Stra: il futuro ha un cuore antico, Grafiche 2 Esse Ed., Dolo (VE), 2013;
VETTOREL G. 2008: Stra. Cenni storici (ad uso scolastico) del Prof. Giuseppe Vettorel. Scuola Media Statale G. Baldan 1962-1975, Ed. 2008;
PAMPAGNIN V. 2000: La Riviera degli Scarpari. Storie di uomini di scarpe e di lotte nella Riviera del Brenta, Agenzia Flexum Ed., Dolo (VE), 2000;
DRAGHI A., MESCOLI G. 2009: Intorno al Comune di Vigonovo. Una storia, tante storie, Cleup. Ed., Padova 2009;

Sitografia:
– https://it.wikipedia.org/wiki/Ignazio_Pisciotta — https://books.google.it/books?id=HW4b2ZIC3xkC&pg=PA598&lpg=PA598&dq=tutti+eroi+o+il+piave+o+tutti+accoppati&source=bl&ots=eZsrP4gePV&sig=yfvk4b0d8YW4LnXyG2y9NS8KsQs&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiDpLKvwLDPAhUB8RQKHUOfDMkQ6AEIYTAO#v=onepage&q=tutti%20eroi%20o%20il%20piave%20o%20tutti%20accoppati&f=false.
– www.ordinidinasticicasasavoia.it/?cat=5

Alberto Donadel

Insospettabili ospedali di guerra lungo la Riviera del Brenta

Chi visita la Riviera del Brenta è in genere attratto da due cose: le numerose e sempre affascinanti Ville venete ed il complesso sistema di canali e fiumi attorno ai quali ruota ormai da secoli la vita rivierasca.
In pochi però sanno che le ville localizzate lungo il corso del Brenta, proprio per la loro vicinanza con due vie di comunicazione, il Brenta e l’attuale SR 11, furono scelte, nel periodo 1915-1919, quali siti ove installare complessi sanitari ognuno specializzato in un determinato settore della medicina.
Ecco quindi un elenco di siti interessanti e talvolta insospettabili che chiunque, dal turista al residente, potrà osservare con uno sguardo diverso, andando al di là del gusto artistico e paesaggistico.

  • Miralanza (Mira): Ospedale di tappa n. 237 da 237 a 840 posti letto;

    Confronto ieri (1917) ed oggi (2015) dello stesso sito.

    Confronto ieri (1917) ed oggi (2015) dello stesso sito.

  • Ville Levi-Morenos e Collalto (Mira): Ospedale da campo/sommeggiato n. 184 da 50 posti letto;

    Villa Collalto/Dei Leoni oggi

    Villa Collalto/Dei Leoni oggi

  • Villa Solveni con annessa barchessa e oratorio (Mira): Ospedale da campo n. 055 da 100 posti letto;

    Villa Solveni oggi: ex.Ospedale da Campo n. 055

    Villa Solveni oggi: ex.Ospedale da Campo n. 055

  • Scuola “U. Foscolo” (Mira): Ospedale da campo n. 056 da 100 posti letto;
  • Ville Ancona e Matteazzi (Mira): Ospedale carreggiato n. 107 da 50 posti letto;
  • Villa Someda-Cisotto (Dolo): Ospedale da campo/sommeggiato n. 130 da 50 posti letto;
  • Ville Chantal (o Badoer-Fattoretto) e Velluti (Dolo): Ospedale da campo n. 0154 da 100 posti letto. La curiosità storica è che anche tra il 1943 ed il 1945 venne scelta come sito ove installare un ospedale da campo germanico;

    Villa De Chantal/Badoer-Fattoretto oggi. All'interno è presente anche il Museo del Villano

    Villa De Chantal/Badoer-Fattoretto oggi. All’interno è presente anche il Museo del Villano

  • Villa Henselman, Ospedale civile, scuole elementari, asilo ed Istituto Cannossiano (Mirano): complesso dell’Ospedale carreggiato n. 119 da oltre 100 posti cadauno;
  • Ville Gaudio e Pinton (Arino di Dolo): Ospedale da campo n. 203;
  • Villa Avogadro (Pianiga): Ospedale da campo n. 068 da 100 posti letto;
  • Collegio degli Armeni (Fiesso d’Artico): Ospedale da campo n. 071 da 100 posti letto;

    Collegio degli Armeni oggi

    Collegio degli Armeni oggi

  • Villa Rova e Casa Smania (S. Pietro di Stra): Ospedale da campo n. 037 da 100 posti letto;
  • Villa Nazionale Pisani (Stra): Ospedale da campo n. 057 da 100 posti letto;

    Villa Pisani (foto 2011 da Wikipedia), ex Ospedale da campo n. n. 57

    Villa Pisani (foto 2011 da Wikipedia), ex Ospedale da campo n. n. 57. Solo una parte era però adibita a luogo di degenza.

  • Villa Cittadella-Vigodarzere (Saonara): Ospedale da campo n. 058 da 100 posti letto.
Villa Cittadella-Vigodarzere vista a volo d'uccello. L'intera struttura era destinata ad ospedale.

Villa Cittadella-Vigodarzere vista a volo d’uccello. L’intera struttura era destinata ad ospedale.

Purtroppo le nostre ricerche sono ancora di là dall’essere considerate compiute e di sicuro molte altre informazioni saremo in grado di darle solo in futuro.
Ad oggi è però noto che in questi luoghi, oggi aperti al pubblico come sedi di musei o d’ambulatori (come Villa Solveni) o rimasti abitazioni private, passarono migliaia di soldati provenienti da tutta Italia e dalle aree più remote dell’Impero d’Austria-Ungheria – prigionieri di guerra -. Tantissimi poterono fare felice ritorno a casa, ma moltissimi altri morirono in questi lughi resi assettici e privi di decorazioni ed arredi per necessità sanitarie. Impressionante fu il numero di coloro che vi morì per malattia tra la metà del 1918 e la fine del 1919.

Chiunque avesse altre notizie o desiderasse ricevere/condividere altre informazioni sui propri cari che qui passarono non esiti a contattarci!

Alberto Donadel